Mar 31 2008
La veridicita’ della fotografia
“Quali che siano (per dilettantismo) o le pretensioni (per ambizioni artistiche) del singolo fotografo, una fotografia - qualunque fotografia - sembra avere con la realta’ visibile un rapporto piu’ puro, e quindi piu’ preciso, di altri oggetti mimetici. Anche i virtuosi della nobile immagine, come Alfred Stieglitz e Paul Strand, autori attraverso i decenni di possenti e indimenticabili fotografie, vogliono, per prima cosa, mostrare qualcosa “che c’e'”, esattamente come il proprietario di una Polaroid per il quale le fotografie sono un modo pratico e rapido di prendere appunti, o come il fanatico che, armato di Brownie, scatta istantanee come souvenir della sua vita quotidiana. Se un quadro o una descrizione in prosa non puo’ mai essere altro che un’interpretazione strettamente selettiva, una fotografia puo’ essere considerata una trasparenza strettamente selettiva. Ma, a dispetto della presunzione di veridicita’ che conferisce autorita’, interesse e fascino a tutti i fotografi, il loro lavoro non fa eccezione al consueto rapporto ambiguo tra verita’ e arte. Anche quando si preoccupano soprattutto di rispecchiare la realta’, sono comunque tormentati dai taciti impertivi del gusto e della coscienza. Verso la fine degli anni trenta, i membri, immensamente dotati, del progetto fotografico della Farm Security Administration (tra i quali ricordiamo Walker Evans, Dorothea Lange, Ben Shahn, Russell Lee) scattavano dozzine di immagini frontali di ogni mezzadro finche’ non erano convinti di aver fermato sulla pellicola esattamente cio’ che volevano, ossia quella precisa espressione visiva del soggetto che confermasse le loro idee sulla miseria, sulla luce, sulla dignita’, sulla struttura, sullo sfruttamento e sulla geometria. Nel decidere quale aspetto dovrebbe avere una fotografia, nello scegliere una posa piuttosto che un’altra, i fotografi impongono sempre ai loro soggetti determinati criteri. Anche se, in un certo senso, la macchina fotografica coglie effettivamente la realta’, e non si limita ad interpretarla, le fotografie sono un’interpretazione del mondo esattamente quanto i quadri e i disegni”_ Susan Sontag “Sulla fotografia”







31 March 2008, ore 20:01
Ma soprattutto…pregate che il fotografo sia subito soddisfatto del ritratto eseguito…..altrimenti poveri voi!!!! Nn vi libererete mai piu’!