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Mar 31 2008

Un ritratto… fatto in casa! ((Prima Parte. (1di2))

Tag:admin @ 14:34

Come realizzare un ritratto espressivo utilizzando come set la propria casa e pochi semplici accessori come attrezzatura.

Introduzione.

        Diciamolo a volte eseguire un ritratto non è così semplice come molte riviste vogliono farci credere. Certo scattare è semplice ma raggiungere i risultati sperati (e mostrati) con un attrezzatura essenziale è un’altra cosa.

        Ma cos’è esattamente il ritratto? Utilizzando una definizione sintetica si può affermare che il termine ritratto indica “il disegno, il dipinto, la scultura o la fotografia che riproduce la figura umana nei suoi caratteri fisici o psicologici”. E qui sta il cuore del problema. Una fotografia che si limiti a descriverci il colore degli occhi del nostro soggetto si riduce a semplice istantanea; per ottenere un buon ritratto invece il soggetto deve raccontarci qualcosa di personale, qualcosa della sua personalità. E per farlo deve mostrarci qualcosa che lo caratterizza, che lo rende unico insomma.

        Un buon punto di partenza può essere porsi la seguente domanda: Cosa mi colpisce maggiormente di questa persona? Fatto questo, potremo scegliere le tecniche migliori per ottenere l’effetto desiderato. Così per esempio se di un uomo ci affascina il modo particolare di gesticolare potremo utilizzare un inquadratura a mezzo busto e riprenderlo con le mani in bella vista; se ci colpisce il suo attaccamento al calcio riprendiamolo con un taglio di luce deciso mentre stringe il suo pallone di calcio preferito!

Chi ben comincia è a metà dell’opera. La fase preparatoria.

        Per procedere con una spiegazione chiara e semplice divideremo il lavoro in una fase preparatoria e in una operativa; ricordando però che all’atto pratico capiterà spesso di saltare da una fase all’altra per rivedere e correggere quanto preventivato o già fatto. La fase preparatoria comprende: la scelta del soggetto, dell’attrezzatura e la preparazione del set, mentre la fase operativa riguarda l’inquadratura, l’espressione e l’illuminazione.

1) La scelta del soggetto

Il primo passo da compiere per eseguire un ritratto è cercare la collaborazione di qualcuno che posi per noi. Pochi possono disporre di un modello professionista per cui rivolgiamoci tranquillamente a un parente o a un amico e senza preoccuparsi di ottenere la collaborazione di Adone in persona. Impareremo col tempo che non è sempre con i modelli piú graziosi che si ottengono i risultati migliori. Scegliamo piuttosto persone molto pazienti perché, contrariamente a quanto si pensa, l’esecuzione di un ritratto può richiedere anche molte tempo.

2) Cosa ci serve

Per un primo piano come quello che vogliamo realizzare gli obiettivi migliori sono l’80 e il 135mm. Questi infatti, permettono di isolare il soggetto dallo sfondo e ne mantengono equilibrate le proporzioni; qualora si desiderasse eseguire un “ritratto ambientato” però, la scelta dell’obiettivo ricadrebbe su altre focali e anche alcuni grandangolari potrebbero tornare utili.

Non dimentichiamo di procurarci anche dei pannelli di polistirolo abbastanza grandi e un robusto cavalletto. Con i pannelli di polistirolo rifletteremo la luce sulle zone in ombra mentre con il cavalletto eviteremo il mosso e soprattutto avremo la possibilità di studiare l’inquadratura con calma. Facciamo in modo che al momento giusto le batterie siano cariche e procuriamoci una bella scheda di memoria capiente in modo da non essere costretti ad interrompere il lavoro a metà per scaricare sul pc gli scatti già eseguiti.

Infine procuriamoci… un assistente! Infatti è molto probabile che i pannelli andranno continuamente risistemati e utilizzando dei supporti si sarebbe costretti a fare continuamente la spola tra la macchina e i pannelli! L’assistente evita di spostarsi come degli ossessi da una parte all’altra e vi permette di concentrarvi sull’inquadratura!

3) Prepariamo il set

        Sistemiamo una sedia vicino ad una finestra ampia e luminosa, facciamo accomodare il nostro modello in modo che la luce arrivi di lato, posizioniamo la macchina sul cavalletto controlliamo che tra le sue spalle e il muro ci sia un po’ di spazio in modo da ottenere uno sfondo che non disturbi la scena. L’ideale è uno sfondo uniforme e privo di oggetti ma col tempo e l’esperienza ci si potrà divertire anche inserendo degli sfondi colorati comprati per l’occasione e ci si potrà spingere a chiedere al soggetto di indossare un vestito particolare che si accordi con lo sfondo e l’idea che si vuole trasmettere.

La cosa più importante però è entrare in sintonia con il soggetto. Cerchiamo di ottenerne la massima collaborazione mettendolo a proprio agio, chiedendogli quale posa gli piacerebbe assumere e lasciando che ci dia suggerimenti. Una persona che si senta coinvolta in prima persona all’ideazione del progetto collaborerà con molta più determinazione!

((Fine prima parte. (1di2))


Mar 30 2008

Miranda July insegna ad amarsi di più!

Tag:admin @ 23:38

Learnintoloveyoumore è un sito molto particolare. I partecipanti accettano un incarico (tipo i compiti per casa assegnati a scuola), lo completano seguendo semplici ma specifiche istruzioni e infine inviano il lavoro affinchè venga pubblicato on-line. Lo scopo è guidare le persone attraverso le loro stesse esperienza ma il tutto si traduce in una serie di mostre, proiezioni e trasmissioni radiofoniche provenienti da tutto il mondo. Mostre che spesso si traducono in… vere e proprie manifestazioni in alcuni dei più importanti siti d’arte!

In passato queste manifestazioni hanno avuto luogo presso sedi prestigiose quali il Whitney Museum di New York, Rhodes College di Memphis, TN, Aurora Picture Show di Houston, TX, The Seattle Art Museum di Seattle, WA, il Wattis Institute di San Francisco, CA.

Da quando LTLYM ha iniziato il suo lavoro nel 2002 oltre 5000 persone hanno partecipato al progetto.
Tra i progetti più “particolari”:

L’esercizio # 11: Scattare una foto ad una cicatrice e scrivere di essa.

L’esercizio # 27: Scattare una foto del sole.

L’esercizio # 39: Scattare una foto dei propri genitori mentre si baciano.

L’esercizio # 50: Scattare una foto col flash sotto il letto!

Questo però è il massimo… (L’esercizio # 51): Descrivere cosa fare del proprio corpo quando si sarà morti!

Ma che fantasia!!!

http://www.learningtoloveyoumore.com/index.php


Mar 30 2008

Roland Barthes, i generi e il soggetto

Tag:admin @ 12:00

Camera chiara“Sin dal primo passo, quello della classificazione, la Fotografia si sottrae. Le ripartizioni a cui la si sottopone sono in effetti empiriche (Professionisti/Dilettanti), o retoriche (Paesaggi/Oggetti/Ritratti/Nudi), oppure estetiche (Realismo/Pittorialismo), ma in ogni caso estranee all’oggetto, senza rapporto con la sua essenza, la quale (se esiste)
Camera chiara non puo’ essere altro che il Nuovo di cui essa e’ l’avvenimento; infatti, queste classificazioni potrebbero benissimo applicarsi ad altre forme, antiche, di rappresentazione. Si direbbe che la Fotografia non sia classificabile. Mi chiesi allora da che cosa poteva dipendere quel disordine.

Continua”Roland Barthes, i generi e il soggetto”


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