Tag: — admin @ 15:16
Documentare un’intera giornata della propria vita attraverso 240 foto: è l’obiettivo di “The six minute project” un sito che richiede a chiunque voglia partecipare al progetto di scattare una foto ogni sei minuti e di inviare il fotodiario così realizzato.
In pratica bisogna portarsi dietro la macchina fotografica digitale e fare una foto ogni 6 minuti, qualunque cosa si stia facendo. E’ ammessa una pausa solo per dormire ma le ore perdute per il sonno dovranno essere recuperate successivamente per arrivare a un totale di 240 foto.
Le sequenze spesso non sono entusiasmanti ma gli ideatori del progetto sostengono che ciò che interessa loro è la vita reale.
E a chi non vuole documentare la propria “vita notturna”, rispondono così: «Immaginiamo che non vogliate mostrare la vostra intimità. In questo caso, fotografate tutto quello che c’è attorno a voi: faremo lavorare la fantasia».
Tag: — admin @ 9:22
“L’idea che l’artista sia sempre al servizio del principio del progresso, purche’ riesca a esprimere la propria
personalita’ o lo spirito della sua epoca, e’ risultata troppo priva di contenuto per essere utile all’argomentazione.
Possiamo invidiare le epoche in cui la societa’ assegnava all’artista un compito preciso che intere generazioni potevano
perseguire, ma anche consolarci pensando che l’uomo e’ un essere che puo’ porsi problemi e cercare la soluzione, e non soltanto nella scienza e nella tecnica, ma anche nell’arte. E’ soltanto venuta l’ora di ricordare che siamo noi stessi
quelli che fissano gli obiettivi.
I pubblicitari tendono a farci credere che abbiamo il dovere morale di andare coi tempi e di imparare ogni nuovo gioco che lanciano sul mercato. A me non pare che possa esistere una tale obbligazione morale. Nella scienza potra’ essere sciocco o addirittura riprovevole aderire tenacemente a idee obsolete e insistere ad affermare che la terra e’ piatta quando da gran tempo e’ stato dimostrato che e’ rotonda; giacche’ la scienza tende alla verita’, e noi non possiamo preferire il falso al vero.
Ma, anche se non possiamo metterci dalla parte della menzogna, abbiamo pero’ il diritto di discutere e di mettere in
questione le finalita’ di un determinato progetto scientifico o di una innovazione tecnica. Ci siamo finalmente resi conto
di non essere le marionette passive di una evoluzione inarrestabile e che non e’ affatto necessario fare qualcosa solo
perche’ esiste la possibilita’ di farlo. La’ dove queste possibilita’ entrano in conflitto coi nostri valori, dobbiamo
anche essere in grado di dire “no” con tutta tranquillita’.
A me pare che la crescente consapevolezza della necessita’ di investigare con coraggio sulla legittimita’ di ogni idea di progresso avra’ anche il suo effetto sull’arte. In nessun altro campo come nell’odierna educazione artistica e’ tanto
urgente metterci in una posizione di distacco e chiederci che cosa veramente vogliamo dall’arte. L’avventato culto di ogni novita’ non potra’ mai sostituirsi ai valori umani sui quali l’arte deve fondarsi.”_ Ernest H. Gombrich, “Arte e Progresso”