Aug 08 2008
Senti la bellezza solo se sei educato a riconoscerla
Interessante spunto su cui riflettere. Stefano Zacchi rilascia alla Gazzetta, una breve intervista su un tema come quello della bellezza che, spesso e volentieri, suscita controversie e fraintendimenti. Credo che alcuni di questi concetti siano stati ripresi anche in un altro dei sui libri: “l’Artista armato”. Buona lettura.
—————— Intervista di Gino Dato a Stefano Zecchi. “La gazzetta del mezzogiorno”, 25-9-2006 ——————
Bello… Ma quant’è bello… Nello scarno vocabolario di tutti i giorni, l’uso e l’abuso di questo aggettivo è il segno di come l’aspirazîone al bello si sia prosciugata in una sorta di chiave passe-partout, che apre ai vuoti del consumo effimero e non schiude ai valori di un’opera d’arte o alla verità di un paesaggio. Per uscire da questa palude dobbiamo tornare a ripensare “Le promesse della bellezza”. Magari insieme a un filosofo dell’estetica come Stefano Zecchi, che in un volume con questo titolo (edito da Mondadori) ha racchiuso un suo dialogo con un lettore immaginario sugli ambiti principali del bello: il corpo, la natura, l’ arte.
Alla fine rimane la domanda essenziale, professore:
<<La bellezza è un momento di progettualità, di costruzione, non è mai un fatto reattivo, nichilista, regressivo, La bellezza è ciò che gli uomini tendono a fare per dare il segno della loro presenza positiva nel mondo. E una visione del mondo, la testimonianza di ciò che per l’uomo è importante lasciare in eredità>>
Ma le pongo anche una questione gnoseologica: come la riconosciamo? Basta
<<Lo si percepisce attraverso i sensi che devono essere educati alla bellezza. È questa una questione fondamentale nella formazione umana, almeno fino alla modernità. Poi l’educazione estetica tramonta come momento di formazione dell’uomo>>.
Continua”Senti la bellezza solo se sei educato a riconoscerla”






