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Apr 26 2009

Dan Winter: il ritratto senza compromessi contro la massificazione

Tag:Tag , , admin @ 16:20

Dan Winter, è un fotografo  che ha eseguito una serie di ritratti a vari personaggi dello spettacolo per la rivista New York. Sul sito The New York Actor sono visibili 31 ritratti molto particolari. L’autore infatti ha ripreso personaggi del calibro di Meryl Streep, Lauren Bacall, Robert De Niro, John Turturro, Jessica Lange, Sarah Jessica Parker, Glenn Close, Christopher Walken senza preoccuparsi di utilizzare nessuna accortezza tesa a valorizzarne il lato migliore (come spesso si suggerisce nei corsi di fotografia!). Dan infatti,  non ha utilizzato obiettivi che ne esaltassero le proporzioni o effetti di photoshop tesi a smorzare le asperità della pelle, ma ha badato a fotografare, riprendendo i personaggi  nel modo in cui  li ha visti lui. In barba a canoni e standard! Per avere un’idea di quanto detto, si osservino come esempio i ritratti di Meryl Streep Sarah Jessica Parker o quello, semplicemente magnifico, di Chita Rivera.

Poi però si visiti anche il sito http://www.portraitprofessional.com/ che propone un software in grado di rendere tutti belli biondi e molto come la mamma-medio-borghese-americana ci vorrebbe e si traggano le conclusioni.

Per fortuna che c’è ancora chi non segue i modelli e non si lascia omologare da standard socio-economici preconfezionati. Così è ancora garantita la diversità; così è ancora possibile trovare spazio; così è ancora possibile guardare il mondo e scoprirlo bello perchè vario. Così è ancora possibile scoprirsi stupiti. Insomma, per fortuna che ci sono i grandi autori della fotografia. E’ un bene per la fotografia, ma anche per tutta l’umanità.

Il servizio fotografico lo potete vedere qui: The New York Actor


Apr 22 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: i principi base

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni: 1 di 10.

1. I principi base della fotografia

  • 1.1 Liberarsi degli automatismi; ovvero, riaproppiarsi della  creatività

Quando si utilizza la macchina fotografica, normalmente ci si preoccupa solo di scattare. Si inquadra, si preme il pulsante di scatto e come per magia, sullo schermo LCD presente sul retro di ormai tutte le macchine, compare l’immagine appena realizzata. Fotografare pertanto, sembra ai più un gioco da ragazzi e nessuno, a meno che non sia interessato alla fotografia, si chiede  che cosa sia accaduto all’interno di quella magica scatoletta.

In verità, dietro questa semplice sequenza di azioni, si nasconde una serie di operazioni precise che la macchina, quando è impostata per sfruttare tutti gli automatismi di cui dispone (in genere indicati con le lettere A, P o con un rettangolino verde), esegue in autonomia al posto del fotografo . Automatismi che funzionano tanto bene che sembra non ci siano; automatismi che per l’appunto fanno credere che la fotografia si limiti a inquadrare e scattare! E al limite, fin quando si ottengono i risultati desiderati, questa logica può andare anche bene!

Quando però, nonostante la presenza degli automatismi più sofisticati, la macchina “sbaglia” e non si ottengono le immagini sperate, o quando si desidera conoscere di più la fotografia per esprimere al meglio la propria creatività, allora ci si sofferma a riflettere, per cercare di capire come funzionino questi automatismi e quale sia il processo fotografico di base all’opera, in modo da poter intervenire su di esso con cognizione di causa.

Ecco quindi che gli automatismi vengono man mano disinseriti e il fotografo torna a prendere il controllo del processo fotografico per gestire egli stesso, in prima persona, tutte le fasi che portano ad ottenere una bella fotografia! La standardizzazione dell’elettronica lascia il posto all’autonomia e alla responsabilità del fotografo.

  • 1.2 Il processo fotografico di base.

Cominciamo dunque, esaminado proprio il processo fotografico di base.  Per ottenere una fotografia, una detrminata quantità di luce deve arrivare in un certo modo, su una superficie sensibile (si tratta del principio della camera oscura, conosciuto fin dall’antichità, ma esposto in maniera più che sintetica!).  Per fare questo, il processo fotografico, applicato dalle moderne fotocamere, procede secondo i seguenti passi:

a) L’esposimetro legge la luce all’esterno
b) L’esposimetro suggerisce le impostazioni da inserire: ovvero suggerisce quale tempo e apertura di diaframma utilizzare
c) Tempo e apertura di diaframma vengono impostati da otturatore e diaframma, per far passare una determinata quantità di luce
d) L’obiettivo mette a fuoco un punto preciso, per ottenerlo nitido e ben definito
e) Il pulsante di scatto viene premuto e una determinata quantità di luce (regolata appunto da diaframma e ottratore) arriva in un certo modo (per opera delle regolazioni effettuate dall’obiettivo) sulla superficie sensibile.

E’ importante far notare che queste scelte vengono effettuate per ogni fotografia (anche se spesso non in quest’ordine e con azioni a volte simultanee), sia che a decidere sia il fotografo, sia che vengano prese dal programma automatico della macchina. Ma, se gli automatismi sono vincolati per loro stessa natura a seguire ciecamente questa sequenza senza porsi nessuna domanda tra un passaggio e l’altro, il fotografo impostando un programma manuale (in genere indicato con la lettera M), può operare con più libertà! Può per esempio agire sulla quantità di luce da far entrare nella macchina, regolando tempo e apetura di diaframma (punto c) senza accogliere ciecamente le indicazioni dell’esposimetro (perchè magari desidera un immagine più scura); o ancora può decidere di mettere a fuoco (punto d) esattamente ciò che vuole (in genere le macchine invece mettono a fuoco esatatmente al centro) per ottenere nitido e ben definito esattamente ciò a cui è interessato!

Gran parte delle lezioni che costituiranno quseto corso, saranno incentrate proprio su questi passaggi. Lo scopo è quello di cercare di capire quali meccanismi intervengono, come agiscono, secondo quali logiche e quali effetti producono. Il tutto, come avrete capito, sempre teso a fare in modo che il fotografo si riappropri del processo fotografico di base in modo da esercitare precise scelte che lo conducano a precisi fini creativi.

ghiera multifunzione dei programmi

Se desiderate inviare qualche foto per avere un giudizio o per ottenere dei suggerimenti su come migliorare specifici aspetti, potete utilizzare il forum di ArtOfLuX all’indirizzo www.reflexlist.com/public/forum/viewforum.php?f=26.

Inoltre per qualsiasi altro dubbio, domanda o suggerimento non esitate a lasciare un messaggio utilizzando l’apposito spazio per i commenti.


Apr 19 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: introduzione

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni

0. Introduzione

Se vi siete prefissi di imparare a fotografare i motivi possono essere svariati: magari vi accingete all’impresa perché la vostra ragazza minaccia di abbandonarvi se per il suo prossimo compleanno non le scatterete delle foto che la facciano assomigliare a una Top Model; o magari siete stati contagiati dalla passione per la fotografia perché colpiti da una foto mozzafiato e adesso non riuscite a smettere di scattare per provare (senza troppo successo) a creare immagini che trasmettano la stessa carica emotiva!

In ogni caso, se il vostro obiettivo è apprendere in poco tempo i fondamenti della fotografia per cominiciare velocemente ad ottenere foto degne di questo nome, allora questo corso è quello che fa per voi. Infatti, senza avere la pretesa di esaminare ogni aspetto della fotografia, questo corso offre la possibilità di imparare sin da subito a scattare foto tecnicamente corrette ed esteticamente apprezzabili. Certo esperienza e approfondimento sono un bagaglio imprescindibile per ottenere certi risultati, ma seguendo questo breve corso, articolato in 10 semplici lezioni, imparerete tutto quello che vi serve per comiciare ad ottenere risultati soddisfacenti. E se il corso vi rapirà completamente alla fotografia, spetterà a voi, in seguito, l’approfondimento.

Ma prima ancora di affrontare il corso, bisogna fare chiarezza su un punto molto importante: una bella foto non è mai frutto del semplice possesso di un’attrezzatura costosa, ma è la conseguenza di conoscenze fotografiche apprese e affinate nel tempo (l’attrezzatura casomai deve seguire le necessità dettate dall’esperienza!) e di una precisa intenzione comunicativa.

La prima regola da imparare bene è quindi proprio questa: per scattare una bella foto non basta acquistare una macchina digitale altamente automatizzata (come i produttori vorrebbero farci credere) ma è necessario conoscere l’attrezzatura e imparare determinate regole di composizione da utilizzare in base al fine che si vuole  raggiungere. Niente di particolarmente complicato (almeno all’inizio), ma la differenza tra scattare una foto e realizzare una “bella” foto è tutta qui; sembra banale dirlo ma è giusto ricordarlo. Conoscere l’attrezzatura (e il relativo funzionamento) e conoscere le regole di composizione pensando a cosa si desidera ottenere.

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