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Jul 30 2009

Software Gratis per Creare Calendari

Tag:Tag , , admin @ 8:17

Recentemente cercavo un software semplice semplice per realizzare calendari. Giusto il tempo di una ricerca veloce ed ecco saltare fuori una miriade di programmi. Eccone alcuni con i relativi commenti.

Calendar Painter *****

Calendar Painter è un buon programma creare e realizzare calendari personalizzati da stampare direttamente tramite una comune stampante domestica. Semplicissimo da usare,  permette di realizzare calendari utilizzando le proprie foto, offre la possibilità di svariate personalizzazioni (è possibile inserire anche ricorrenze particolari come i compleanni) ma purtroppo non si avvale degli utilissimi stili predefiniti.

1.6 MB, Freeware per Windows 98/ME/2000/XP e Vista
http://www.waseo.de/Freeware/Progs/CPainter/cpsetup.exe

TKexe Kalender*****

TKexe Kalender è un programma gratuito che permette di realizzare facilmente calendari.  E’ possibile agire su diversi parametri ed offre  numerosi stili predefiniti. Da provare anche perchè una delle poche applicazioni che supporta la  lingua italiana.

Qui potete fare il download di TKexe Kalender e degl’esempi.

Calendario Html *****

Questo software crea sul desktop  un bel calendario, con immagini di Thomas Riechmann and Gerald Riechmann. Si possono aggiungere dei messaggi ad alcuni giorni ed ogni volta che ci si sposta su quel giorno col mouse ai viene avvertiti. Non è l’ideale per realizzare un calendario proprio, ma l’applicazione è carina e può servire da suggerimento.  Le immagini si trovano nella cartella C:\WINDOWS\Web\Wallpaper\dc_world per cui teoricamente è possibile personalizzare l’applicazione inserendoci delle immagini a proprio piacimento.

http://riechmann-online.de/adcal/adcal195.zip

Vamp Media Center *****

VAMP e’ un programma che permette di catalogare e gestire tutti i propri file multimediali. E’ possibile creare delle playlist, editare filmati, realizzare screen saver, sfondi per il desktop, e calendari. Non è il massimo, ma offre la possibilità di stampare calendari in cui è molto facile inserire eventi.
http://www.download3000.com/download-VAMP_Media_Center-count-reg-1339.html

Creazione Calendari (Vai al sito) *****

Ottima applicazione online per realizzare calendari personalizzati. Basta inserire l’immagine, scegliere lo stile e il calendario è pronto, da stampare o inviare tramite Email. Il problema è che il sito è in lingua inglese.
http://www.myfreecalendarmaker.com/


Jul 26 2009

Obiettività o ambiguità

Riportiamo una bella testimonianza di GISÉLE FREUND in merito all’annosa questione di quanto la fotografia possa essere ambigua e lontana dal riprodurre fedelmente la realtà. All’intervento dal titolo “Obiettività e ambiguità” anteponiamo anche una piccola riflessione introduttiva sul rapporto tra fotografia e realtà.

La fotografia è la copia della realtà?

Con l’invenzione della fotografia, il sistema della comunicazione fra gli uomini si è rapidamente rinnovato. L’immagine così prodotta, occupa un territorio vastissimo dell’informazione e dell’espressione, e ha quindi effetti decisivi sulla formazione delle idee e sui comportamento delle persone.
Come si spiega tanta fortuna? Perché, dopo qualche difficoltà, il medium si è imposto in maniera cosi generalizzata? Che cosa ne ha favorito il successo?
Una risposta è stata formulata da Gisèle Freund (pr. froindj, fotografa e studiosa della storia della fotografia. A suo avviso, si tratta di una illusione, di una falsa verità: «Inconsciamente» dice «siamo convinti che se fossimo stati là, avremmo visto la cosa fotografata proprio come è stata fotografata».
La fotografia dunque appare come rappresentazione fedele della realtà, anzi come la realtà stessa: ben superiore quindi ai fantasmi, alle immagini dei pittori che per secoli hanno detenuto il privilegio di riflettere l’immagine del mondo sulla superficie del quadro.
Non v’è dubbio che l’aspetto della fotografia che più ha eccitato la fantasia dei primi sperimentatori derivava proprio dalia sua presunta oggettività.
Ma ha ancora ragione di sussistere una simile illusione? Si pensi che l’obbiettivo fotografico non da mai tutto il reale, ma inquadra, ritaglia, allontana, ravvicina, deforma una sezione del mondo visibile: funziona quindi come filtro, come uno strumento di selezione. Senza dimenticare che un frammento di realtà, decontestualizzato, ovvero staccato dal resto, assume inevitabilmente significati nuovi e diversi rispetto a quelli originari.
È quasi inutile ricordare poi le possibilità di intervento che ha un fotografo, se conosce le tecniche della manipolazione, che permettono di deformare e truccare un’immagine.
Gisèie Freund sintetizza problematicamente l’argomento in questi termini: «La caratteristica di una fedele riproduzione conferisce alla fotografia un carattere documentaristico che la fa apparire come il mezzo che riproduce in maniera effettivamente obiettiva la vita sociale»; e_ tuttavia essa può accogliere dei significati ideologici che l’oggetto in sé non possiede.

Obiettività o ambiguità

Basta spesso un nonnulla per dare a una fotografia un significato diametralmente opposto a!le intenzioni del reporter. Ne feci l’esperienza io stessa fin dagli esordi della mia carriera. Prima della guerra, la vendita e l’acquisto dei titoli alla Borsa di Parigi si svolgevano ancora all’aperto, sotto i portici. Un giorno, feci tutta una serie di fotografie, prendendo come bersaglio un agente di cambio. Ora sorridente, ora angosciato, asciugandosi il viso rotondo, esortava il pubblico con grandi gesti.
Inviai !e fotografie a diverse riviste europee con il titolo anodino” «Istantanee della Borsa di Parigi». Qualche tempo dopo ricevetti i ritagli di un giornale belga e quale fu la mia sorpresa nel vedere le mie fotografie accompagnate da un grosso titolo: «Rialzo alla Borsa di Parigi, alcune azioni raggiungono prezzi favolosi». Grazie a sottotitoli ingegnosi, il mio innocente piccolo servizio acquistava il sapore di un avvenimento finanziario. Lo stupore per poco non mi paralizzò quando qualche giorno dopo ritrovai le stesse fotografie in un giornale tedesco, questa volta con il titolo: «Panico alla Borsa di Parigi, fortune crollano, migliaia di persone rovinate».
Le mie immagini illustravano perfettamente la disperazione del venditore e lo smarrimento dello speculatore sull’orlo della rovina. Era evidente che le due pubblicazioni avevano dato alle mie fotografie un significato diametralmente opposto, che rispondeva alle rispettive intenzioni politiche.
L’obiettività dell’immagine è soltanto un’illusione. Le didascalie che la commentano possono mutarne radicalmente il significato.

GISÉLE FREUND


Jul 09 2009

Francia: distrutte oltre 500 foto di Cartier-Bresson

Francia: distrutte oltre 500 foto di Cartier-Bresson
Motivazione? All’epoca la fotografia non era considerata un’arte!

Negli anni ‘90 in Francia sono state buttate nella spazzatura centinaia di foto di Henri Cartier-Bresson, uno dei più grandi fotografi del XX secolo, i cui lavori si vendono all’asta a caro prezzo. L’eclatante notizia è riportata oggi (cfr. ieri 8/7/2009) dal quotidiano Le Monde.
Quanti scatti sarebbero finiti nella spazzatura? Almeno 551, scrive il giornale, donati allo Stato dallo stesso Cartier-Bresson. Un tesoro insomma. E per quale motivo? Perché erano danneggiati, quindi sono stati distrutti, buttati nella spazzatura.

Nel mondo della fotografia un gesto del genere è alquanto “sacrilego”. E Le Monde spiega la vicenda entrando nei dettagli. C’erano 358 foto di diversi formati incollate su pannelli di legno che erano state esposte nell’autunno 1955 al padiglione Marsan del Louvre. C’erano 68 prove realizzate in preparazione di quella mostra. Vanno aggiunte altre 104 foto che Cartier-Bresson aveva realizzato apposta per una mostra del 1970 al Grand Palais. E 21 ritratti di gente comune, formato 40 x 50, scattati su richiesta dello Stato. Esattamente 551, dunque. Le Monde porta a galla ora uno scandalo rimasto sommerso per oltre vent’anni. Ad aiutare il giornale, la vedova del fotografo, Martine Franck.

Nel dicembre 1968 la maggior parte delle foto - 426, degli anni Trenta e del dopoguerra - vengono trasferite, su richiesta di Cartier-Bresson, dalla Biblioteca Nazionale di Francia al Centro nazionale delle arti contemporanee. È qui che anni dopo, nel 1991, i conservatori si rendono conto che le fotografie sono in pessimo stato. Hanno subito i danni di una forte umidità. Allora «i pannelli di legno sono stati segati e distrutti», ammette ora Claude Allemand-Cosneau che, dal 2001, dirige il Fondo nazionale di arte contemporanea (erede del Cnac). La spiegazione non può essere più banale: «All’epoca la fotografia non era considerata un’opera d’arte».

Notizia tratta dalla Gazzetta di Parma



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