Obiettività o ambiguità

Riportiamo una bella testimonianza di GISÉLE FREUND in merito all’annosa questione di quanto la fotografia possa essere ambigua e lontana dal riprodurre fedelmente la realtà. All’intervento dal titolo “Obiettività e ambiguità” anteponiamo anche una piccola riflessione introduttiva sul rapporto tra fotografia e realtà.

La fotografia è la copia della realtà?

Con l’invenzione della fotografia, il sistema della comunicazione fra gli uomini si è rapidamente rinnovato. L’immagine così prodotta, occupa un territorio vastissimo dell’informazione e dell’espressione, e ha quindi effetti decisivi sulla formazione delle idee e sui comportamento delle persone.
Come si spiega tanta fortuna? Perché, dopo qualche difficoltà, il medium si è imposto in maniera cosi generalizzata? Che cosa ne ha favorito il successo?
Una risposta è stata formulata da Gisèle Freund (pr. froindj, fotografa e studiosa della storia della fotografia. A suo avviso, si tratta di una illusione, di una falsa verità: «Inconsciamente» dice «siamo convinti che se fossimo stati là, avremmo visto la cosa fotografata proprio come è stata fotografata».
La fotografia dunque appare come rappresentazione fedele della realtà, anzi come la realtà stessa: ben superiore quindi ai fantasmi, alle immagini dei pittori che per secoli hanno detenuto il privilegio di riflettere l’immagine del mondo sulla superficie del quadro.
Non v’è dubbio che l’aspetto della fotografia che più ha eccitato la fantasia dei primi sperimentatori derivava proprio dalia sua presunta oggettività.
Ma ha ancora ragione di sussistere una simile illusione? Si pensi che l’obbiettivo fotografico non da mai tutto il reale, ma inquadra, ritaglia, allontana, ravvicina, deforma una sezione del mondo visibile: funziona quindi come filtro, come uno strumento di selezione. Senza dimenticare che un frammento di realtà, decontestualizzato, ovvero staccato dal resto, assume inevitabilmente significati nuovi e diversi rispetto a quelli originari.
È quasi inutile ricordare poi le possibilità di intervento che ha un fotografo, se conosce le tecniche della manipolazione, che permettono di deformare e truccare un’immagine.
Gisèie Freund sintetizza problematicamente l’argomento in questi termini: «La caratteristica di una fedele riproduzione conferisce alla fotografia un carattere documentaristico che la fa apparire come il mezzo che riproduce in maniera effettivamente obiettiva la vita sociale»; e_ tuttavia essa può accogliere dei significati ideologici che l’oggetto in sé non possiede.

Obiettività o ambiguità

Basta spesso un nonnulla per dare a una fotografia un significato diametralmente opposto a!le intenzioni del reporter. Ne feci l’esperienza io stessa fin dagli esordi della mia carriera. Prima della guerra, la vendita e l’acquisto dei titoli alla Borsa di Parigi si svolgevano ancora all’aperto, sotto i portici. Un giorno, feci tutta una serie di fotografie, prendendo come bersaglio un agente di cambio. Ora sorridente, ora angosciato, asciugandosi il viso rotondo, esortava il pubblico con grandi gesti.
Inviai !e fotografie a diverse riviste europee con il titolo anodino” «Istantanee della Borsa di Parigi». Qualche tempo dopo ricevetti i ritagli di un giornale belga e quale fu la mia sorpresa nel vedere le mie fotografie accompagnate da un grosso titolo: «Rialzo alla Borsa di Parigi, alcune azioni raggiungono prezzi favolosi». Grazie a sottotitoli ingegnosi, il mio innocente piccolo servizio acquistava il sapore di un avvenimento finanziario. Lo stupore per poco non mi paralizzò quando qualche giorno dopo ritrovai le stesse fotografie in un giornale tedesco, questa volta con il titolo: «Panico alla Borsa di Parigi, fortune crollano, migliaia di persone rovinate».
Le mie immagini illustravano perfettamente la disperazione del venditore e lo smarrimento dello speculatore sull’orlo della rovina. Era evidente che le due pubblicazioni avevano dato alle mie fotografie un significato diametralmente opposto, che rispondeva alle rispettive intenzioni politiche.
L’obiettività dell’immagine è soltanto un’illusione. Le didascalie che la commentano possono mutarne radicalmente il significato.

GISÉLE FREUND

Condividi

Post Written by admin

No Comments

Leave A Reply