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Jul 26 2009

Obiettività o ambiguità

Riportiamo una bella testimonianza di GISÉLE FREUND in merito all’annosa questione di quanto la fotografia possa essere ambigua e lontana dal riprodurre fedelmente la realtà. All’intervento dal titolo “Obiettività e ambiguità” anteponiamo anche una piccola riflessione introduttiva sul rapporto tra fotografia e realtà.

La fotografia è la copia della realtà?

Con l’invenzione della fotografia, il sistema della comunicazione fra gli uomini si è rapidamente rinnovato. L’immagine così prodotta, occupa un territorio vastissimo dell’informazione e dell’espressione, e ha quindi effetti decisivi sulla formazione delle idee e sui comportamento delle persone.
Come si spiega tanta fortuna? Perché, dopo qualche difficoltà, il medium si è imposto in maniera cosi generalizzata? Che cosa ne ha favorito il successo?
Una risposta è stata formulata da Gisèle Freund (pr. froindj, fotografa e studiosa della storia della fotografia. A suo avviso, si tratta di una illusione, di una falsa verità: «Inconsciamente» dice «siamo convinti che se fossimo stati là, avremmo visto la cosa fotografata proprio come è stata fotografata».
La fotografia dunque appare come rappresentazione fedele della realtà, anzi come la realtà stessa: ben superiore quindi ai fantasmi, alle immagini dei pittori che per secoli hanno detenuto il privilegio di riflettere l’immagine del mondo sulla superficie del quadro.
Non v’è dubbio che l’aspetto della fotografia che più ha eccitato la fantasia dei primi sperimentatori derivava proprio dalia sua presunta oggettività.
Ma ha ancora ragione di sussistere una simile illusione? Si pensi che l’obbiettivo fotografico non da mai tutto il reale, ma inquadra, ritaglia, allontana, ravvicina, deforma una sezione del mondo visibile: funziona quindi come filtro, come uno strumento di selezione. Senza dimenticare che un frammento di realtà, decontestualizzato, ovvero staccato dal resto, assume inevitabilmente significati nuovi e diversi rispetto a quelli originari.
È quasi inutile ricordare poi le possibilità di intervento che ha un fotografo, se conosce le tecniche della manipolazione, che permettono di deformare e truccare un’immagine.
Gisèie Freund sintetizza problematicamente l’argomento in questi termini: «La caratteristica di una fedele riproduzione conferisce alla fotografia un carattere documentaristico che la fa apparire come il mezzo che riproduce in maniera effettivamente obiettiva la vita sociale»; e_ tuttavia essa può accogliere dei significati ideologici che l’oggetto in sé non possiede.

Obiettività o ambiguità

Basta spesso un nonnulla per dare a una fotografia un significato diametralmente opposto a!le intenzioni del reporter. Ne feci l’esperienza io stessa fin dagli esordi della mia carriera. Prima della guerra, la vendita e l’acquisto dei titoli alla Borsa di Parigi si svolgevano ancora all’aperto, sotto i portici. Un giorno, feci tutta una serie di fotografie, prendendo come bersaglio un agente di cambio. Ora sorridente, ora angosciato, asciugandosi il viso rotondo, esortava il pubblico con grandi gesti.
Inviai !e fotografie a diverse riviste europee con il titolo anodino” «Istantanee della Borsa di Parigi». Qualche tempo dopo ricevetti i ritagli di un giornale belga e quale fu la mia sorpresa nel vedere le mie fotografie accompagnate da un grosso titolo: «Rialzo alla Borsa di Parigi, alcune azioni raggiungono prezzi favolosi». Grazie a sottotitoli ingegnosi, il mio innocente piccolo servizio acquistava il sapore di un avvenimento finanziario. Lo stupore per poco non mi paralizzò quando qualche giorno dopo ritrovai le stesse fotografie in un giornale tedesco, questa volta con il titolo: «Panico alla Borsa di Parigi, fortune crollano, migliaia di persone rovinate».
Le mie immagini illustravano perfettamente la disperazione del venditore e lo smarrimento dello speculatore sull’orlo della rovina. Era evidente che le due pubblicazioni avevano dato alle mie fotografie un significato diametralmente opposto, che rispondeva alle rispettive intenzioni politiche.
L’obiettività dell’immagine è soltanto un’illusione. Le didascalie che la commentano possono mutarne radicalmente il significato.

GISÉLE FREUND


Apr 26 2009

Dan Winter: il ritratto senza compromessi contro la massificazione

Tag:Tag , , admin @ 16:20

Dan Winter, è un fotografo  che ha eseguito una serie di ritratti a vari personaggi dello spettacolo per la rivista New York. Sul sito The New York Actor sono visibili 31 ritratti molto particolari. L’autore infatti ha ripreso personaggi del calibro di Meryl Streep, Lauren Bacall, Robert De Niro, John Turturro, Jessica Lange, Sarah Jessica Parker, Glenn Close, Christopher Walken senza preoccuparsi di utilizzare nessuna accortezza tesa a valorizzarne il lato migliore (come spesso si suggerisce nei corsi di fotografia!). Dan infatti,  non ha utilizzato obiettivi che ne esaltassero le proporzioni o effetti di photoshop tesi a smorzare le asperità della pelle, ma ha badato a fotografare, riprendendo i personaggi  nel modo in cui  li ha visti lui. In barba a canoni e standard! Per avere un’idea di quanto detto, si osservino come esempio i ritratti di Meryl Streep Sarah Jessica Parker o quello, semplicemente magnifico, di Chita Rivera.

Poi però si visiti anche il sito http://www.portraitprofessional.com/ che propone un software in grado di rendere tutti belli biondi e molto come la mamma-medio-borghese-americana ci vorrebbe e si traggano le conclusioni.

Per fortuna che c’è ancora chi non segue i modelli e non si lascia omologare da standard socio-economici preconfezionati. Così è ancora garantita la diversità; così è ancora possibile trovare spazio; così è ancora possibile guardare il mondo e scoprirlo bello perchè vario. Così è ancora possibile scoprirsi stupiti. Insomma, per fortuna che ci sono i grandi autori della fotografia. E’ un bene per la fotografia, ma anche per tutta l’umanità.

Il servizio fotografico lo potete vedere qui: The New York Actor


Mar 31 2009

Da NBC una lezione su come eseguire un racconto fotografico.

Tag:Tag , , , , , admin @ 22:27

L’attenzione che il sistema dell’editoria statunitense rivolge alla fotografia è ormai storicizzato (questo è il paese dove è stata fondata Life). Eppure, per quanto ormai si sia abituati ai prodotti di alta qualità che spesso rimbalzano per tutto il globo, si rimane sempre a bocca aperta osservando le fotografie proposte dai grandi network americani. E ci si stupisce ancor di più della cura e delle attenzioni con cui queste fotografie sono trattate!

Tempo fa vi avevamo parlato di The Big Picture, un  photoblog del Boston Globe, considerato tra i più interessanti nel panorama mondiale dell’informazione. Oggi vi invitiamo a visitare il sito della Nbc, la famosa rete giornalistica di New York; qui all’indirizzo http://www.msnbc.msn.com/id/28192685 potrete ammirare un bellissimo racconto fotografico che riassume mirabilmente l’anno  trascorso. Il servizio è articolato in diverse sezioni, ma pur essendo interamente composto di immagini stupende, colpisce per la sezione dedicata all’attualità. Un racconto fotografico coinvolgente che non lascerà nessuno indifferente.
Attenzione, alcune immagini nella sezione “news” sono molto forti.


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