Apr 22 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: i principi base

Category: Come fotografare,Uncategorizedadmin @ 5:32 pm

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni: 1 di 10.

1. I principi base della fotografia

  • 1.1 Liberarsi degli automatismi; ovvero, riaproppiarsi della  creatività

Quando si utilizza la macchina fotografica, normalmente ci si preoccupa solo di scattare. Si inquadra, si preme il pulsante di scatto e come per magia, sullo schermo LCD presente sul retro di ormai tutte le macchine, compare l’immagine appena realizzata. Fotografare pertanto, sembra ai più un gioco da ragazzi e nessuno, a meno che non sia interessato alla fotografia, si chiede  che cosa sia accaduto all’interno di quella magica scatoletta.

In verità, dietro questa semplice sequenza di azioni, si nasconde una serie di operazioni precise che la macchina, quando è impostata per sfruttare tutti gli automatismi di cui dispone (in genere indicati con le lettere A, P o con un rettangolino verde), esegue in autonomia al posto del fotografo . Automatismi che funzionano tanto bene che sembra non ci siano; automatismi che per l’appunto fanno credere che la fotografia si limiti a inquadrare e scattare! E al limite, fin quando si ottengono i risultati desiderati, questa logica può andare anche bene!

Quando però, nonostante la presenza degli automatismi più sofisticati, la macchina “sbaglia” e non si ottengono le immagini sperate, o quando si desidera conoscere di più la fotografia per esprimere al meglio la propria creatività, allora ci si sofferma a riflettere, per cercare di capire come funzionino questi automatismi e quale sia il processo fotografico di base all’opera, in modo da poter intervenire su di esso con cognizione di causa.

Ecco quindi che gli automatismi vengono man mano disinseriti e il fotografo torna a prendere il controllo del processo fotografico per gestire egli stesso, in prima persona, tutte le fasi che portano ad ottenere una bella fotografia! La standardizzazione dell’elettronica lascia il posto all’autonomia e alla responsabilità del fotografo.

  • 1.2 Il processo fotografico di base.

Cominciamo dunque, esaminado proprio il processo fotografico di base.  Per ottenere una fotografia, una detrminata quantità di luce deve arrivare in un certo modo, su una superficie sensibile (si tratta del principio della camera oscura, conosciuto fin dall’antichità, ma esposto in maniera più che sintetica!).  Per fare questo, il processo fotografico, applicato dalle moderne fotocamere, procede secondo i seguenti passi:

a) L’esposimetro legge la luce all’esterno
b) L’esposimetro suggerisce le impostazioni da inserire: ovvero suggerisce quale tempo e apertura di diaframma utilizzare
c) Tempo e apertura di diaframma vengono impostati da otturatore e diaframma, per far passare una determinata quantità di luce
d) L’obiettivo mette a fuoco un punto preciso, per ottenerlo nitido e ben definito
e) Il pulsante di scatto viene premuto e una determinata quantità di luce (regolata appunto da diaframma e ottratore) arriva in un certo modo (per opera delle regolazioni effettuate dall’obiettivo) sulla superficie sensibile.

E’ importante far notare che queste scelte vengono effettuate per ogni fotografia (anche se spesso non in quest’ordine e con azioni a volte simultanee), sia che a decidere sia il fotografo, sia che vengano prese dal programma automatico della macchina. Ma, se gli automatismi sono vincolati per loro stessa natura a seguire ciecamente questa sequenza senza porsi nessuna domanda tra un passaggio e l’altro, il fotografo impostando un programma manuale (in genere indicato con la lettera M), può operare con più libertà! Può per esempio agire sulla quantità di luce da far entrare nella macchina, regolando tempo e apetura di diaframma (punto c) senza accogliere ciecamente le indicazioni dell’esposimetro (perchè magari desidera un immagine più scura); o ancora può decidere di mettere a fuoco (punto d) esattamente ciò che vuole (in genere le macchine invece mettono a fuoco esatatmente al centro) per ottenere nitido e ben definito esattamente ciò a cui è interessato!

Gran parte delle lezioni che costituiranno quseto corso, saranno incentrate proprio su questi passaggi. Lo scopo è quello di cercare di capire quali meccanismi intervengono, come agiscono, secondo quali logiche e quali effetti producono. Il tutto, come avrete capito, sempre teso a fare in modo che il fotografo si riappropri del processo fotografico di base in modo da esercitare precise scelte che lo conducano a precisi fini creativi.

ghiera multifunzione dei programmi

Se desiderate inviare qualche foto per avere un giudizio o per ottenere dei suggerimenti su come migliorare specifici aspetti, potete utilizzare il forum di ArtOfLuX all’indirizzo www.reflexlist.com/public/forum/viewforum.php?f=26.

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Mar 23 2009

Che cos’è un “Raw converter”? E’ un programma per convertire file RAW in JPG

Category: Photobox,Software,Tutorial,Uncategorized,programmiadmin @ 2:20 am

1. Che cos’è un software “Raw converter”?

Il Raw è un formato di memorizzazione di immagini. E’ usato soprattutto dalle fotocamere digitali Reflex (e ormai anche dalle compatte più evolute), e permette di salvare la fotografia immagazzinandone i dati originali prima che intervenga qualsiasi tipo di modifica.  Questo tipo di file però, se da un lato permette di salvare molte informazioni e si offre ad infinite operazioni di “correzione”, dall’altro non si presta ad un uso intuitivo perchè non tutti i programmi lo leggono e lo riconoscono.

Per rendere utilizzabile in qualche modo la grande quantità di informazioni presenti in un file Raw, è necessario utilizzare un programma “Raw converter” che, come dice il nome stesso, converte il Raw in un file più comune e universalmente leggibile come il Jpeg o il Tiff.

Esistono diversi software che svolgono egregiamente questo tipo di lavoro a all’utente non spetta che il compito di scegliere quello che si confà maggiormente alle sue esigenze. Detto questo però è necessario fare una precisazione. Infatti allo stesso modo con cui una pellicola diventa fotografia anche in base al tipo di processo di stampa utilizzato, così il file Raw (giustamente definito negativo digitale) diventa una fotografia anche in base al tipo di “Raw converter” utilizzato.  Il paragone è un po’ forzato ma non è fuoriluogo in quanto questi tipi di software, nel momento stesso in cui convertono un file Raw in un Jpeg, effettuano una sorta di creazione, che per quanto molto simile in tutti i programmi, presenta delle (pur minime) differenze che non sfuggono agli occhi dei fotografi più esigenti.

2. Perchè il file Raw non può essere manipolato direttamente come un Jpeg?

Per capire la ragione per cui un file Raw non è utilizzabile come un altro tipo di file grafico e apprezzare l’importanza dei programmi Raw converter, è necessario conoscere la struttura del sensore e comprenderne il funzionamento. Infatti questo si presenta come un insieme di aree sensibili ai colori rosso, verde e blu, disposte una accanto all’altra secondo una specie di matrice (denominata Bayer Pattern dal nome del suo inventore Bryce E. Bayer che lo realizzò per la prima volta nel 1976 alla Eastman Kodak.) Il Bayer Pattern combina un pixel rosso ed uno blu con 2 pixel verdi e ognuno di questi misura la rispettiva luce rossa, blue e verde secondo una scala di valori che va, nel caso di un sensore da 12 bit, da 0 a 4095.

Utilizzando questa matrice però si ottiene che, dopo aver scattato una foto, in ogni punto sono presenti informazioni relative ad uno solo dei colori primari (Red Green Blue).  Se per esempio la luce colpisce una zona dove è presente un’area sensibile al rosso, mancheranno le informazioni relative al verde e al blu necessarie per ottenere un colore preciso. Considerando però che ogni “fotografia digitale” è composta da punti, ciscuno dei quali è determinato da numeri che rappresentano le quantità dei tre colori primari rosso (R), verde (G) e blu (B) si capisce quanto sia importante ottenere in qualche modo i valori mancanti. E quindi, essendo indispensabile che ogni area fornisca valori apparteneneti ad ognuno dei tre colori fondamentali, si è costretti a procedere con l’interpolazione. L’operazione di interpolazione è quindi fondamentale nella “creazione” dell’immagine finale e a seconda di come viene effettuata genera immagini “diverse”.

Il file Raw conserva i dati prima che avvenga questa interpolazione e affida questa e le successive elaborazioni ai software Raw converter che quindi si rivelano in tutta la loro importanza in quanto partecipano attivamente alla creazione dell’immagine e si dimostrano a conti fatti più creatori che traduttori; non si dimentichi infatti che ogni programma effettua l’interpolazione a suo modo e quindi genera un’immagine diversa.

Ecco la ragione delle grandi potenziali del file Raw,  dell’impossibilità di utilizzarlo senza una opportuna conversione e dell’importanza della scelta del Raw converter più appropriato.

3. I software disponibili sul mercato

Ecco quindi che per ottenere un file utilizzabile (magari per una stampa) entrano in scena i software “Raw converter” che servono appunto a convertire o “sviluppare” il file Raw in un un formato grafico più comune.

Alcuni di questi programmi sono forniti direttamente dalle case produttrici di macchine fotografiche nel momento dell’acquisto di una di queste. E’ il caso di Canon Digital Photo Pro per chi ha acquistato una Canon, di  Capture NX per chi invece ha comperato una Nikon e di Photo Laboratory nel caso di Pentax.

Altri sono gratuiti, scaricabili direttamente dai siti dei rispettivi sviluppatori, e considerati ottime alternative. Gli esmpi più noti sono:  RAW Therapee, Able RAWer, FastStone Image Viewer, Stepok’s Raw Importer, IrfanView e i celeberrimi plug-in UFRaw di GIMP e Adobe Camera Raw di Photoshop.

4. Qual’è il migliore “Raw converter”? Tutti e nessuno. Ad ognuno il suo.

Come detto in precedenza, questi programmi sono in genere molto validi e alla fatidica domanda
su quale sia il miglio raw converter, non si può che rispondere affermando che la scelta deve tener presente le preferenze di ogni utente, la disponibilità ecomnomica e il tempo di cui ognuno dispone per questo tipo di lavoro. Detto questo pertanto, passiamo in rassegna alcuni dei programmi più noti riportando le esperienze raccolte di persona, i giudizi della rete e fornendo indicazioni e link di riferimento.

RAW Therapee è un programma gratuito, molto simile ad Adobe Lightroom (commerciale), disponibile anche in italiano. Considerato da molti il migliore, consente anche elaborazioni (taglio, modifica contrasto, saturazione, livelli …ecc.) tipiche di programmi di editing (come Photoshop). E’ quindi, a conti fatti, un programma molto completo.
http://www.rawtherapee.com (e compatibile con moltissime Fotocamere vedi lista>> )

Un tempo, Adobe Camera Raw era solo e semplicemente un plug-in di Photoshop da inserire nella cartella plugin/Formats, (http://www.adobe.com/products/photoshop/cameraraw.html); oggi Camera Raw rappresenta lo standard di riferimento per tutti i programmi omologhi e sono in molti a preferirlo ai software forniti direttamente dalle case produttrici di fotocamere. Uno dei vantaggi di questo programma è che esiste una corposa letteratura sul suo utilizzo cosiché, anche chi muove i primi passi può trovare velocemente una via comoda e sicura su cui instradarsi.  A titolo di esempio si leggano gli articoli di Nadir e di abfotografia.

5. Quale “Raw converter”? Una prova sul campo.

Naturewindows , partendo da una foto scattata con una Canon 5D mark II, ha testato 6 software: Adobe Camera Raw 5.2, Canon Digital Photo Professional 3.5, Capture One Pro 4.6, DxO Optics Pro 5.3, Raw Therapee 2.4, PerfectRaw 0.65.

Le conclusioni per i sei software presi in considerazione sono così sintetizzabili.

  1. Adobe Camera Raw se la cava nella conversione ed ha molte funzionalità utili.
  2. Capture One Pro offre le prestazioni migliori ed ha una buona serie di strumenti e capacità organizzative.
  3. Raw Therapee, può fornire ottimi risultati ed ha un buon numero di funzionalità.
  4. DxO Optics Pro rispetto agli altri software vanta una migliore automazione e la possibilità di applicare correzioni specifiche per gli obiettivi utilizzati; il convertitore di base però non è il massimo e paga qualcosa rispetto agli altri. La resa migliora lavorando con immagini ad alti iso.
  5. Digital Photo Professional svolge bene il suo lavoro, ma non ha i controlli che hanno altri programmi.
  6. PerfetRaw è ancora un software che ha bisogno di svilupparsi e di trovare la sua strada.

Anche considerando che le differenze fra le immagini sono minime e si possono apprezzare solo con grandi stampe, dovendo scegliere è meglio puntare per il momento su Capture One Pro, Adobe Camera Raw o sul gratuito Raw Therapee.  In ogni caso però, i risultati sono migliori rispetto al convertitore che genera i file jpeg all’interno della reflex.

6. Link Utili

  • Software “Raw converter”

RAW Therapee   http://www.rawtherapee.com (e compatibile con moltissime Fotocamere vedi lista>> )
GIMP con il plugin UFRaw   http://www.gimp.org/ http://ufraw.sourceforge.net/
Photoshop con il plugin Adobe Camera Raw  http://www.adobe.com/products/photoshop/cameraraw.html
Able RAWer  http://www.graphicregion.com/ablerawer.htm
FastStone Image Viewer  http://www.faststone.org/
Stepok’s Raw Importer  http://www.stepok.com/eng/raw_importer.htm
IrfanView Converte file Raw in JPG   http://www.irfanview.com/

  • Articoli sull’argomento

Nadir: ACR Panoramica

Guida introduttiva a ACR

Nadir: Phase One C14.1

ABC-Fotografia: appunti sulla gestione del file Raw

ArtOfLuX: Che cos’è il file Raw

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Mar 14 2009

Rasterbator e Rasterizer; due software gratuiti per i poster.

Category: Uncategorizedadmin @ 9:47 pm

Rasterbator e Rasterizer sono due software gratuiti, in grado di trasformare una foto in un poster. La cosa bella è che il poster può essere stampato con qualsiasi stampante domestica in quanto l’immagine viene scomposta  in tanti fogli che poi, accostati uno accanto all’altro sulla parete,  ricompongono l’immagine.  Si puà scegliere il formato dei singoli fogli (A4, etc etc..), l’orientazione delle pagine e il loro numero.

Lo stesso servizio si può ottenere da siti più rodati, come blockposters.

Quale è allora la loro particolarità??

Beh, trasformano l’immagine in una composizione di pallini che da vicino non dicono niente, ma da lontano formano l’immagine originale donandole un effetto stampa tipografica (in entrambi potete scegliere la dimesione massima dei pallini). Così anche immagini sgranate o sfocate possono diventare splendidi poster da parete. Il risultato è molto interessante se si utilizza la modalità bianco e nero, ma anche l’opzione che restitusce poster a colori è valida (Vedere la sezione dei  poster a colori presente nelle gallerie dei due siti per credere).

Bhè, La fotografia e il digitale non smetteranno mai di fornire spunti interessanti.


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