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May 15 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: la luce, l’esposimetro, l’otturatore e il diaframma

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni: 2 di 10.

2. La luce, l’esposimetro, l’otturatore e il diaframma

  • 2.1 Ricapitoliamo

Abbiamo visto che quando si preme il pulsante di scatto per ottenere una fotografia, vengono eseguite in sequenza una serie di azioni tese a fare entrare in un certo modo una determinata quantità di luce. Quando la macchina è impostata per funzioanre in completo automatismo non ci si accorge nemmeno di questi passaggi; se invece si desidera intervenire in prima persona per ottenere particolari effetti o per “prevenire” eventuali errori della macchina, bisogna impostare la modalità manuale (M) e decidere come e quanta luce fare entrare. E’ necessario però capire su quali meccanismi agire, in che modo e perché. Nelle prossime lezioni esamineremo i primi tre punti della sequenza fotografica visti in precedenza, ossia quelli che intervengono per determinare la quantità di luce da lasciar passare:

a) L’esposimetro legge la luce all’esterno
b) L’esposimetro suggerisce le impostazioni da inserire: ovvero suggerisce quale tempo e apertura di diaframma utilizzare
c) Tempo e apertura di diaframma vengono impostati da otturatore e diaframma, per far passare una determinata quantità di luce

  • 2.2 Gestire la luce. L’importanza di una corretta esposizione.

Ma perché è importante far passare una precisa quantità di luce? E’ molto semplice: per fare in modo che le foto presentino una corretta luminosità. Diciamo meglio: compito del fotografo è regolare a dovere la luce che entra attraverso l’obiettivo nella macchina fotografica (vedremo i dettagli in seguito) in modo che non ne entri né troppa né troppo poca. Se ne entra troppa si otterranno foto eccessivamente chiare (sovraesposte), se ne entra troppo poca si otterranno foto molto scure (sottoesposte). Pertanto se il compito del fotografo è questo è necessario conoscere bene la luce e approfondire bene la conoscenza di quegli elementi della macchina fotografica che regolano il passaggio della luce.

  • 2.3 Il rubinetto della luce: l’otturatore e il diaframma

Dunque, quali sono gli elemnti su cui agire per detrminare la quantità di luce che entra nella macchina? Gli strumenti con cui il fotografo effettua questo controllo sono l’otturatore e il diaframma entrambi azionabili con specifici comandi presenti sulla macchina, mentre lo strumento che indica quanta luce è presente nella scena e guida la regolazione di diaframma e otturatore è l’esposimetro. L’otturatore è una sorta di finestra che determina per quanto tempo la luce deve passare e il diaframma è un specie di foro dalle dimensioni variabili che determina quanta luce deve passare in ogni momento. La combinazione di questi elementi determina la quantità di luce che arriva a colpire il sensore. Imparate a conoscere questi elementi e vi sarete impossessati degli strumenti per eccellenza della fotografia.

diaframma

Prima di fornire altre informazioni sul funzionamento di questi meccanismi però, cerchiamo di capire meglio che significa far passare una corretta quantità di luce attraverso otturatore e diaframma (ovvero come ottenere una corretta esposizione) utilizzando una metafora molto semplice.
Immaginate la corretta esposizione come una precisa quantità d’acqua (supponiamo 10 Litri) da versare in una bacinella. E immaginate il diaframma e il tempo d’esposizione (gestito dall’otturatore) rispettivamente come la sezione del rubinetto da cui proviene l’acqua e il tempo necessario in cui tenere aperto il rubinetto. Per riempire la bacinella con una precisa quantità d’acqua la sezione e il tempo non possono essere casuali ma interdipendenti, pena il versare più o meno acqua del necessario. Ecco per ottenere una foto correttamente esposta dobbiamo far entrare la giusta quantità di luce attraverso la regolazione del tempo e del diaframma.

In questa lezione abbiamo visto cosa sono l’esposimetro, l’otturatore e il diaframma. Nelle prossime, vedremo come funzionano.

Se desiderate inviare qualche foto per avere un giudizio o per ottenere dei suggerimenti su come migliorare specifici aspetti, potete utilizzare il forum di ArtOfLuX all’indirizzo www.reflexlist.com/public/forum/viewforum.php?f=26.

Inoltre per qualsiasi altro dubbio, domanda o suggerimento non esitate a lasciare un messaggio utilizzando l’apposito spazio per i commenti.


Apr 22 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: i principi base

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni: 1 di 10.

1. I principi base della fotografia

  • 1.1 Liberarsi degli automatismi; ovvero, riaproppiarsi della  creatività

Quando si utilizza la macchina fotografica, normalmente ci si preoccupa solo di scattare. Si inquadra, si preme il pulsante di scatto e come per magia, sullo schermo LCD presente sul retro di ormai tutte le macchine, compare l’immagine appena realizzata. Fotografare pertanto, sembra ai più un gioco da ragazzi e nessuno, a meno che non sia interessato alla fotografia, si chiede  che cosa sia accaduto all’interno di quella magica scatoletta.

In verità, dietro questa semplice sequenza di azioni, si nasconde una serie di operazioni precise che la macchina, quando è impostata per sfruttare tutti gli automatismi di cui dispone (in genere indicati con le lettere A, P o con un rettangolino verde), esegue in autonomia al posto del fotografo . Automatismi che funzionano tanto bene che sembra non ci siano; automatismi che per l’appunto fanno credere che la fotografia si limiti a inquadrare e scattare! E al limite, fin quando si ottengono i risultati desiderati, questa logica può andare anche bene!

Quando però, nonostante la presenza degli automatismi più sofisticati, la macchina “sbaglia” e non si ottengono le immagini sperate, o quando si desidera conoscere di più la fotografia per esprimere al meglio la propria creatività, allora ci si sofferma a riflettere, per cercare di capire come funzionino questi automatismi e quale sia il processo fotografico di base all’opera, in modo da poter intervenire su di esso con cognizione di causa.

Ecco quindi che gli automatismi vengono man mano disinseriti e il fotografo torna a prendere il controllo del processo fotografico per gestire egli stesso, in prima persona, tutte le fasi che portano ad ottenere una bella fotografia! La standardizzazione dell’elettronica lascia il posto all’autonomia e alla responsabilità del fotografo.

  • 1.2 Il processo fotografico di base.

Cominciamo dunque, esaminado proprio il processo fotografico di base.  Per ottenere una fotografia, una detrminata quantità di luce deve arrivare in un certo modo, su una superficie sensibile (si tratta del principio della camera oscura, conosciuto fin dall’antichità, ma esposto in maniera più che sintetica!).  Per fare questo, il processo fotografico, applicato dalle moderne fotocamere, procede secondo i seguenti passi:

a) L’esposimetro legge la luce all’esterno
b) L’esposimetro suggerisce le impostazioni da inserire: ovvero suggerisce quale tempo e apertura di diaframma utilizzare
c) Tempo e apertura di diaframma vengono impostati da otturatore e diaframma, per far passare una determinata quantità di luce
d) L’obiettivo mette a fuoco un punto preciso, per ottenerlo nitido e ben definito
e) Il pulsante di scatto viene premuto e una determinata quantità di luce (regolata appunto da diaframma e ottratore) arriva in un certo modo (per opera delle regolazioni effettuate dall’obiettivo) sulla superficie sensibile.

E’ importante far notare che queste scelte vengono effettuate per ogni fotografia (anche se spesso non in quest’ordine e con azioni a volte simultanee), sia che a decidere sia il fotografo, sia che vengano prese dal programma automatico della macchina. Ma, se gli automatismi sono vincolati per loro stessa natura a seguire ciecamente questa sequenza senza porsi nessuna domanda tra un passaggio e l’altro, il fotografo impostando un programma manuale (in genere indicato con la lettera M), può operare con più libertà! Può per esempio agire sulla quantità di luce da far entrare nella macchina, regolando tempo e apetura di diaframma (punto c) senza accogliere ciecamente le indicazioni dell’esposimetro (perchè magari desidera un immagine più scura); o ancora può decidere di mettere a fuoco (punto d) esattamente ciò che vuole (in genere le macchine invece mettono a fuoco esatatmente al centro) per ottenere nitido e ben definito esattamente ciò a cui è interessato!

Gran parte delle lezioni che costituiranno quseto corso, saranno incentrate proprio su questi passaggi. Lo scopo è quello di cercare di capire quali meccanismi intervengono, come agiscono, secondo quali logiche e quali effetti producono. Il tutto, come avrete capito, sempre teso a fare in modo che il fotografo si riappropri del processo fotografico di base in modo da esercitare precise scelte che lo conducano a precisi fini creativi.

ghiera multifunzione dei programmi

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Apr 19 2009

Corso di fotografia in 10 lezioni: introduzione

Imparare a fotografare in 10 semplici lezioni

0. Introduzione

Se vi siete prefissi di imparare a fotografare i motivi possono essere svariati: magari vi accingete all’impresa perché la vostra ragazza minaccia di abbandonarvi se per il suo prossimo compleanno non le scatterete delle foto che la facciano assomigliare a una Top Model; o magari siete stati contagiati dalla passione per la fotografia perché colpiti da una foto mozzafiato e adesso non riuscite a smettere di scattare per provare (senza troppo successo) a creare immagini che trasmettano la stessa carica emotiva!

In ogni caso, se il vostro obiettivo è apprendere in poco tempo i fondamenti della fotografia per cominiciare velocemente ad ottenere foto degne di questo nome, allora questo corso è quello che fa per voi. Infatti, senza avere la pretesa di esaminare ogni aspetto della fotografia, questo corso offre la possibilità di imparare sin da subito a scattare foto tecnicamente corrette ed esteticamente apprezzabili. Certo esperienza e approfondimento sono un bagaglio imprescindibile per ottenere certi risultati, ma seguendo questo breve corso, articolato in 10 semplici lezioni, imparerete tutto quello che vi serve per comiciare ad ottenere risultati soddisfacenti. E se il corso vi rapirà completamente alla fotografia, spetterà a voi, in seguito, l’approfondimento.

Ma prima ancora di affrontare il corso, bisogna fare chiarezza su un punto molto importante: una bella foto non è mai frutto del semplice possesso di un’attrezzatura costosa, ma è la conseguenza di conoscenze fotografiche apprese e affinate nel tempo (l’attrezzatura casomai deve seguire le necessità dettate dall’esperienza!) e di una precisa intenzione comunicativa.

La prima regola da imparare bene è quindi proprio questa: per scattare una bella foto non basta acquistare una macchina digitale altamente automatizzata (come i produttori vorrebbero farci credere) ma è necessario conoscere l’attrezzatura e imparare determinate regole di composizione da utilizzare in base al fine che si vuole  raggiungere. Niente di particolarmente complicato (almeno all’inizio), ma la differenza tra scattare una foto e realizzare una “bella” foto è tutta qui; sembra banale dirlo ma è giusto ricordarlo. Conoscere l’attrezzatura (e il relativo funzionamento) e conoscere le regole di composizione pensando a cosa si desidera ottenere.

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