- Quattrocentoottantadue specie. Dal rinoceronte alla cavalletta. Tutti rigorosamente fotografati su uno sfondo bianco, neutrale. Come se fossero entità astratte, opere d’arte, protagonisti di un sogno ad occhi aperti. Niente alberi, liane, giardini, cucce, tane, alveari. Niente paesaggi, dalla savana alla giungla. Insomma gli animali, nella loro essenza.
IL TEAM - L’idea è venuta a un fotografo belga, Eric Isselée, che ha riunito un team di cinque persone e fondato l’associazione Life on White. Obiettivo: fotografare il maggior numero di soggetti non umnai (siamo a quota 482, per 9.862 scatti) con le modalità di cui sopra. Ma attenzione: le immagini non vengono modificate o, come si dice, post-prodotte. I protagonisti dei ritratti sono davvero fotografati davanti a uno sfondo bianco e dunque portati in una stanza e, per quanto possibile, invitati a posare. Il team viaggia per il mondo alla ricerca di musi interessanti da immortalare, che siano domestici o selvatici (questi ultimi prestati da zoo o riserve naturali).
RITRATTI - Il proposito di Isselée - che vive a Bruxelles con la famiglia e un esercito di cani, gatti, furetti e pappagalli - e dei suoi collaboratori è quello di realizzare ritratti naturali e spontanei, nonostante l’assenza dell’ambiente circostante. Per questo - spiega il team - le sessioni di lavoro durano spesso parecchi giorni, a volte una settimana. Gli animali vengono sempre fotografati “in loco” (zoo o casa che sia), senza costringerli allo stress di uno spostamento. L’associazione vive con la vendita delle fotografie e parte del ricavato viene donato a enti impegnati nella salvaguardia di animali a rischio.
http://www.corriere.it/animali/09_ottobre_14/fotografie-animali-sfondo-bianco_183e683e-b8c9-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml

Ho sempre sostenuto che non esistono “foto artistiche”. Aggiungere l’aggettivo “artistiche” alla parola “foto” comporta inevitabilmente una classificazione che relega questo tipo di immagini in una categoria indefinita. Una categoria che ormai, nel senso comune, ha assunto la valenza dell’inutile. Del resto, se esistono delle foto artistiche, allora esistono delle foto non artistiche, foto che nella maggior parte dei casi, all’opposto, sono delle foto tecniche, delle foto scientifiche o come dire (parliamo sempre del senso comune) delle foto utili. Delle foto che servono a qualcosa di immediatamente misurabile e riscontrabile. Per dirla tutta, (essere esaustivi però ci porterebbe lontano), esistono anche delle foto “comuni” che non rientrano nella categoria delle foto “scientifiche” o “tecniche” (quelle delle vacanze, del compleanno, ecc. ecc.), ma anche queste trovano il loro spazio nell’ambito dell’utile e del misurabile e comunque non sono considerate “fotografie artistiche”.
L’aggiunta dell’aggettivo “artistico” comporta da parte di colui che sceglie di utilizzarlo, una implicita richiesta di perdono. Implica quasi delle scuse. Come dire: queste sono delle foto che non hanno una ragion d’essere per cui ve le propongo come “artistiche”. Scusatemi.
In verità spesso si dimentica che la forza delle foto, la forza di qualsiasi foto, sta esclusivamente nella sua capacità di mostrarci qualcosa in un modo nuovo. Cioè in un modo che arricchisca la nostra consapevolezza su quel soggetto e accresca la nostra la conoscenza “critica”. Ecco perché per me esistono solo scatti e fotografie. O se volete, semplicemente fotografie brutte e belle.
Ed ecco perché vi propongo questo articolo del Corriere della Sera in cui vi invito a guardare le immagini e in cui leggerete di foto nate in ambito scientifico la cui “bellezza” mette in crisi la tradizionale suddivisione tra fotografia “artistica” e “non artistica”.
p.s a tutto questo si potrebbe aggiungere una rilettura di uno dei post precedenti “La fotografia e i canali distributivi dell’immagine”
Scienza, le foto più belle del 2008 (dal Corriere della Sera )
Continua”Esiste la “fotografia artistica”?”