Sep 26 2008

Esiste la “fotografia artistica”?

Tag: Riflessioni, Cultura, Miscellaneousadmin @ 3:06 pm

foto di Jessica D. Schiffman e Caroline L. Schauer della Drexel University in Pennsylvania


















Ho sempre sostenuto che non esistono “foto artistiche”. Aggiungere l’aggettivo “artistiche” alla parola “foto” comporta inevitabilmente una classificazione che  relega questo tipo di immagini in una categoria indefinita. Una categoria che ormai, nel senso comune, ha assunto la valenza dell’inutile. Del resto, se esistono delle foto artistiche, allora esistono delle foto non artistiche, foto che nella maggior parte dei casi, all’opposto, sono delle foto tecniche, delle foto scientifiche o come dire (parliamo sempre del senso comune) delle foto utili. Delle foto che servono a qualcosa di immediatamente misurabile e riscontrabile. Per dirla tutta, (essere esaustivi però ci porterebbe lontano), esistono anche delle foto “comuni” che non rientrano nella categoria delle foto “scientifiche” o “tecniche” (quelle delle vacanze, del compleanno, ecc. ecc.), ma anche queste trovano il loro spazio nell’ambito dell’utile e del misurabile e comunque non sono considerate “fotografie artistiche”.

L’aggiunta dell’aggettivo “artistico” comporta da parte di colui che sceglie di utilizzarlo, una implicita richiesta di perdono. Implica quasi delle scuse. Come dire: queste sono delle foto che non hanno una ragion d’essere per cui ve le propongo come “artistiche”. Scusatemi.

In verità spesso si dimentica che la forza delle foto, la forza di qualsiasi foto, sta esclusivamente nella sua capacità di mostrarci qualcosa in un modo nuovo. Cioè in un modo che arricchisca la nostra consapevolezza su quel soggetto e accresca la nostra la conoscenza “critica”. Ecco perché per me esistono solo scatti e fotografie. O se volete, semplicemente fotografie brutte e belle fotografie.
Ed ecco perché vi propongo questo articolo del Corriere della Sera in cui vi invito a guardare le immagini e in cui leggerete di  foto nate in  ambito scientifico la cui “bellezza” mette in crisi la tradizionale suddivisione tra fotografia “artistica” e “non artistica”.

p.s a tutto questo si potrebbe aggiungere una rilettura di uno dei post precedenti “La fotografia e i canali distributivi dell’immagine
—————————————————————————————————————————-Scienza, le foto più belle del 2008 (dal Corriere della Sera )

Scienza, le foto più belle del 2008
Microalghe come opere d’arte e ventose di seppia che sembrano mostri. Tra i premiati anche un italiano
MILANO - Viene definito il «linguaggio visivo nella comunicazione scientifica»: anche quest’anno la rivista specializzata Science e la National Science Foundation (NSF) hanno premiato la migliore foto nella competizione internazionale «Science and Engineering Visualization Challenge 2008». Sono in assoluto tra i migliori prodotti al mondo di scienziati, ingegneri, specialisti nella comunicazione visiva ed artisti che hanno utilizzato in maniera innovativa i mezzi visivi, foto e filmati, per promuovere la comprensione dei risultati della ricerca e dei fenomeni scientifici. Insomma, delle vere e proprie opere d’arte dalla natura con l’aiuto dei più moderni mezzi tecnologici. È il punto d’unione tra la letteratura scientifica e i comuni cittadini: le illustrazioni. Fili oscillati; ventose pungenti; il libro della Bibbia in un’immagine; numerosi sono anche stavolta i soggetti premiati nelle varie categorie. (Clicca qui per leggere l’intero articolo sul sito del Corriere della Sera)

Galleria immagini

lavoro di Andrew Davidhazy del Rochester Institute of Technology di New York.


Aug 08 2008

Senti la bellezza solo se sei educato a riconoscerla

Tag: Culturaadmin @ 11:00 am

Interessante spunto su cui riflettere. Stefano Zacchi rilascia alla Gazzetta, una breve intervista su un tema come quello della bellezza che, spesso e volentieri, suscita controversie e fraintendimenti. Credo che alcuni di questi concetti siano stati ripresi anche in un altro dei sui libri: “l’Artista armato”. Buona lettura.

—————— Intervista di Gino Dato a Stefano Zecchi.  “La gazzetta del mezzogiorno”, 25-9-2006 ——————

Bello… Ma quant’è bello… Nello scarno vocabolario di tutti i giorni, l’uso e l’abuso di questo aggettivo è il segno di come l’aspirazîone al bello si sia prosciugata in una sorta di chiave passe-partout, che apre ai vuoti del consumo effimero e non schiude ai valori di un’opera d’arte o alla verità di un paesaggio. Per uscire da questa palude dobbiamo tornare a ripensare “Le promesse della bellezza”. Magari insieme a un filosofo dell’estetica come Stefano Zecchi, che in un volume con questo titolo (edito da Mondadori) ha racchiuso un suo dialogo con un lettore immaginario sugli ambiti principali del bello: il corpo, la natura, l’ arte.

Alla fine rimane la domanda essenziale, professore: che cosa è la bellezza?

<<La bellezza è un momento di progettualità, di costruzione, non è mai un fatto reattivo, nichilista, regressivo, La bellezza è ciò che gli uomini tendono a fare per dare il segno della loro presenza positiva nel mondo. E una visione del mondo, la testimonianza di ciò che per l’uomo è importante lasciare in eredità>>

Ma le pongo anche una questione gnoseologica: come la riconosciamo? Basta sentirla? Come accade per l’utile? Il bello lo si riconosce?

<<Lo si percepisce attraverso i sensi che devono essere educati alla bellezza. È questa una questione fondamentale nella formazione umana, almeno fino alla modernità. Poi l’educazione estetica tramonta come momento di formazione dell’uomo>>.

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Jul 25 2008

Oltre l’edicola; tre riviste, tre proposte

Tag: Miscellaneous, Uncategorizedadmin @ 3:02 pm

Il panorama italiano delle riviste fotografiche è dominato, ormai da anni, dalle solite testate. Se ci si affaccia in edicola le novità sono poche e l’attenzione generale è sempre e comunque indirizzata sul lancio della ultima-super-nuova-tecnologica-straordinaria-reflex made in Japan.

Eppure, andando più a fondo, ci si accorge che l’informazione fotografica non è così monocorde come le edicole lasciano supporre e anche in Italia circolano riviste dedicate alla fotografia, molto più interessanti e coinvolgenti di quanto si possa credere. Riviste definibili come “d’autore”, “controcorrente”, “underground”o più genericamente “riviste di cultura fotografica” che, sebbene molto differenti, hanno in comune l’attenzione alle idee e la caratteristica di utilizzare il web come canale di diffusione preferenziale o come sistema con cui farsi conoscere da un pubblico più attento.

Si scopre così una rivista come “Witness journal” (di Fotoup) che offre un bel saggio di fotogiornalismo d’autore proponendo interessanti servizi fotografici, arricchiti da brevi testi esplicativi e piacevoli interviste a personaggi del mondo della fotografia. La rivista, rigorosamente on line, si propone con una grafica semplice e ben curata che, nonostante la presenza di link e rimandi, guida il lettore alla scoperta dei vai servizi al pari di un omologa rivista cartacea. Witness Journal è un progetto aperto al contributo di tutti e fa di questo il suo punto di forza. Per proporre un servizio è sufficiente iscriversi al Forum e lasciare un messaggio contenente una breve descrizione della storia/argomento e il link a max 2 immagini.

Un’altra rivista interessante è Private che elegge l’analisi fotografica internazionale a proposta principale della testata. Nascono così, di numero in numero, interessanti ricerche sui diversi paesi del mondo, proposte con uno sguardo originale ed emozionante. Il n°41 per esempio, offre uno spaccato sulla Polonia che, oltre a parlarci di questa terra impegnata in un difficile passaggio verso l’economia di mercato, rivela lo stato della fotografia polacca dopo il 2000. Non tutti i numeri però sono dedicati a paesi e zone geografiche del mondo e sulla rivista trovano spazio anche approfondimenti su agenzie fotografiche indipendenti o momenti di riflessione originali come quello “sull’osservazione del sè” e “il transito” proposto sul n°11.

Altra rivista nuova proposta: Gente di fotografia. Si tratta di un periodico trimestrale di cultura fotografica dall’impostazione web più classica rispetto a quella delle precedenti testate ma con un contenuto concettuale non meno interessante. La rivista, nata nel giugno del 1994, si propone “di approfondire il discorso teorico e sul mezzo fotografico e di far conoscere il lavoro dei nuovi talenti della fotografia”. Il risultato è molto piacevole e può coinvolgere quanti desiderino una proposta dagli orizzonti più vari ed eterogenei. Chi fosse interessato alla pubblicazione del propio portfolio può utilizzare l’indirizzo info@gentedifotografia.it per richiedere informazioni


Jul 12 2008

La sintesi come chiave espressiva dell’arte

Tag: Culturaadmin @ 10:16 am

 

“Sintesi e riduzione non sono sinonimi, né tutto ciò che è essenziale suona minimal. Per ridurre non basta togliere orpelli: il motto “Less is more” implica che quel poco che resta porti sulle sue spalle tutto e più di quel che prima spettava all’arte tradizionale, con i suoi segni, le sue materie, i suoi codici. Eliminare il superfluo può anche significare concentrazione sull’essenziale, autocostrizione, disciplina e “danza in catene” (per dirla col nietzschiano Caillois).” […] Lo speciale modo di ognuno di essi [gli artisti] di dichiarare il proprio interesse per un modello di riduzione o di sintesi piuttosto che un altro, ci aiuta a capire che la complessità è all’opera anche nella semplificazione, che il molteplice brulica sotto la pelle diafana dello Zero. […]

Marcel Duchamp, Scolabottiglie, 1914

Marcel Duchamp, Scolabottiglie, 1914 Come scriverà Beckett: “Quel che non serve, via”. Via la pittura-scultura, via il compiacimento estetico, via i materiali canonici dell’arte - sostituiti da oggetti trovati - via l’asservimento ai valori del sistema dell’arte, incluso quello dell’avanguardia. Quel che rimane è un groviglio di rimandi nascosti sotto le apparenze di banalità. L’opera penetra negli interstizi della quotidianità creando pensieri nuovi.

 

Ridurre, ridurre, ridurre era la mia ossessione (…) volevo allontanarmi dall’atto fisico della pittura (…) mi interessavo alle idee (…) ecco la direzione che deve prendere l’arte: espressione intellettuale piuttosto che espressione animale. Ne ho abbastanza dell’espressione “fesso come un pittore” (Marcel Duchamp, intervista con James Johnson Sweeney, 1946)

[…]

 

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Jul 04 2008

The Big Picture. La fotografia al centro dell’informazione

Tag: Miscellaneous, Uncategorizedadmin @ 2:03 pm

cafire

The Big Picture del Boston Globe, è uno dei photoblog più interessanti nel panorama mondiale dell’informazione. Lanciato il 21 maggio di quest’anno, The Big Picture rappresenta un nuovo modo di trattare la fotografia nell’informazione. Infatti in questo nuovo contenitore la fotografia non è più corredo didascalico e poco significante della notizia scritta, ma elemento centrale e indispensabile del mondo dell’informazione.

Il risultato è un giornale che avvince e lascia a bocca aperta. Con una grafica semplice e pulita, strutturato in modo da offrire una notizia al giorno, presentata con una grande foto (990 px di base), una breve didascalia e qualche frase introduttiva con cui accedere all’intero reportage, (di solito composto da una dozzina di foto), il giornale fa perno proprio sulle strepitose immagini per scatenare un impatto emotivo molto forte e accrescere la conseguente spinta a informarsi più a fondo.

A conti fatti però, il blog si lascia apprezzare anche da chi non conosce l’inglese e per gli appassionati di fotografia poi, è un irresistibile richiamo quotidiano ad immergersi nella grande fotografia di reportage americana.

Veicolo lunare

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