May 23 2008

Estetica e Conoscenza

Tag: Culturaadmin @ 9:33 am

Articolo di Marco Dallari tratto dalla rivista ART’E’ novembre/dicembre 2002.


L’ARTE RACCONTA IL MONDO (ESPERIENZA ESTETICA E CONOSCENZA)

    L’ Estetica e’ la scienza che formula teorie della sensibilità. Si interessa dunque ai congegni affascinanti e misteriosi delle emozioni, ma guarda anche alle cose sensibili che provocano emozioni. Ovvio che fra le “cose sensibili”, assumono un
ruolo particolarmente importante i linguaggi e i materiali dell’arte. Ma la nostra sensibilità comprende i linguaggi
(letterario, musicale, artistico-visivo) solo a due condizioni: la prima riguarda un’educazione iniziale della
sensibilità, basata sulla scoperta degli affetti e di tutta la costellazione dell’universo sentimentale. Un’educazione che, almeno inizialmente, si realizza nell’incontro coi corpi (della madre, delle persone familiari) e con la scoperta degli odori, dei colori, dei rumori, delle forme, e che renderà possibile uno spostamento di questo universo di esperienze e di emozioni su dimensioni simboliche sempre più complesse. Chi compie in maniera insoddisfacente queste prime prove di conoscenza sensibile, o chi non le compie affatto, difficilmente potrà accedere a livello “superiore” e simbolico di esse.
La seconda condizione
Continue reading “Estetica e Conoscenza”


Apr 06 2008

Arte e Progresso

Tag: Culturaadmin @ 9:22 am

“L’idea che l’artista sia sempre al servizio del principio del progresso, purche’ riesca a esprimere la propria
personalita’ o lo spirito della sua epoca, e’ risultata troppo priva di contenuto per essere utile all’argomentazione.
Possiamo invidiare le epoche in cui la societa’ assegnava all’artista un compito preciso che intere generazioni potevano
perseguire, ma anche consolarci pensando che l’uomo e’ un essere che puo’ porsi problemi e cercare la soluzione, e non soltanto nella scienza e nella tecnica, ma anche nell’arte. E’ soltanto venuta l’ora di ricordare che siamo noi stessi
quelli che fissano gli obiettivi.

I pubblicitari tendono a farci credere che abbiamo il dovere morale di andare coi tempi e di imparare ogni nuovo gioco che lanciano sul mercato. A me non pare che possa esistere una tale obbligazione morale. Nella scienza potra’ essere sciocco o addirittura riprovevole aderire tenacemente a idee obsolete e insistere ad affermare che la terra e’ piatta quando da gran tempo e’ stato dimostrato che e’ rotonda; giacche’ la scienza tende alla verita’, e noi non possiamo preferire il falso al vero.

Ma, anche se non possiamo metterci dalla parte della menzogna, abbiamo pero’ il diritto di discutere e di mettere in
questione le finalita’ di un determinato progetto scientifico o di una innovazione tecnica. Ci siamo finalmente resi conto
di non essere le marionette passive di una evoluzione inarrestabile e che non e’ affatto necessario fare qualcosa solo
perche’ esiste la possibilita’ di farlo. La’ dove queste possibilita’ entrano in conflitto coi nostri valori, dobbiamo
anche essere in grado di dire “no” con tutta tranquillita’.

A me pare che la crescente consapevolezza della necessita’ di investigare con coraggio sulla legittimita’ di ogni idea di progresso avra’ anche il suo effetto sull’arte. In nessun altro campo come nell’odierna educazione artistica e’ tanto
urgente metterci in una posizione di distacco e chiederci che cosa veramente vogliamo dall’arte. L’avventato culto di ogni novita’ non potra’ mai sostituirsi ai valori umani sui quali l’arte deve fondarsi.”_ Ernest H. Gombrich, “Arte e Progresso”


Mar 31 2008

Fotografia e Pittura

Tag: Culturaadmin @ 7:07 pm

“Lei vede che ci sono dei fotografi oggi che eseguono fotografie che sono delle grandissime opere d’arte. Ve ne sono una grande quantita’ e ci sono spesso esposizioni di fotografie che hanno lo stesso valore estetico di una grande pittura. D’altra parte la fotografia ha stimolato la pittura, poi parrebbe aver vinto, ma la pittura ha preso un’altra strada”_ Federico Zeri


Mar 31 2008

La veridicita’ della fotografia

Tag: Culturaadmin @ 7:07 pm

“Quali che siano (per dilettantismo) o le pretensioni (per ambizioni artistiche) del singolo fotografo, una fotografia - qualunque fotografia - sembra avere con la realta’ visibile un rapporto piu’ puro, e quindi piu’ preciso, di altri oggetti mimetici. Anche i virtuosi della nobile immagine, come Alfred Stieglitz e Paul Strand, autori attraverso i decenni di possenti e indimenticabili fotografie, vogliono, per prima cosa, mostrare qualcosa “che c’e'”, esattamente come il proprietario di una Polaroid per il quale le fotografie sono un modo pratico e rapido di prendere appunti, o come il fanatico che, armato di Brownie, scatta istantanee come souvenir della sua vita quotidiana. Se un quadro o una descrizione in prosa non puo’ mai essere altro che un’interpretazione strettamente selettiva, una fotografia puo’ essere considerata una trasparenza strettamente selettiva. Ma, a dispetto della presunzione di veridicita’ che conferisce autorita’, interesse e fascino a tutti i fotografi, il loro lavoro non fa eccezione al consueto rapporto ambiguo tra verita’ e arte. Anche quando si preoccupano soprattutto di rispecchiare la realta’, sono comunque tormentati dai taciti impertivi del gusto e della coscienza. Verso la fine degli anni trenta, i membri, immensamente dotati, del progetto fotografico della Farm Security Administration (tra i quali ricordiamo Walker Evans, Dorothea Lange, Ben Shahn, Russell Lee) scattavano dozzine di immagini frontali di ogni mezzadro finche’ non erano convinti di aver fermato sulla pellicola esattamente cio’ che volevano, ossia quella precisa espressione visiva del soggetto che confermasse le loro idee sulla miseria, sulla luce, sulla dignita’, sulla struttura, sullo sfruttamento e sulla geometria. Nel decidere quale aspetto dovrebbe avere una fotografia, nello scegliere una posa piuttosto che un’altra, i fotografi impongono sempre ai loro soggetti determinati criteri. Anche se, in un certo senso, la macchina fotografica coglie effettivamente la realta’, e non si limita ad interpretarla, le fotografie sono un’interpretazione del mondo esattamente quanto i quadri e i disegni”_ Susan Sontag “Sulla fotografia”


Mar 30 2008

Roland Barthes, i generi e il soggetto

Tag: Culturaadmin @ 12:00 pm

Camera chiara“Sin dal primo passo, quello della classificazione, la Fotografia si sottrae. Le ripartizioni a cui la si sottopone sono in effetti empiriche (Professionisti/Dilettanti), o retoriche (Paesaggi/Oggetti/Ritratti/Nudi), oppure estetiche (Realismo/Pittorialismo), ma in ogni caso estranee all’oggetto, senza rapporto con la sua essenza, la quale (se esiste)
Camera chiara non puo’ essere altro che il Nuovo di cui essa e’ l’avvenimento; infatti, queste classificazioni potrebbero benissimo applicarsi ad altre forme, antiche, di rappresentazione. Si direbbe che la Fotografia non sia classificabile. Mi chiesi allora da che cosa poteva dipendere quel disordine.

Continue reading “Roland Barthes, i generi e il soggetto”


« Previous Page